Guida al No Alghe nell'acquario Naturale di Fabio Lorusso

 

 

Un acquario appena allestito è come una creatura neonata: ha bisogno di attenzioni specifiche e mirate affinché arrivi a camminare con le proprie gambe senza troppi intoppi, anche se un po' del nostro aiuto dall'esterno lo richiederà sempre. 


Andiamo ad esaminare qui di seguito una serie di aspetti e problematiche che, se impostati e risolti correttamente sin dall'inizio, ci auguriamo possano aiutare nella gestione di una giovane vasca. Ricordiamo che ogni cambiamento, seppur finalizzato a migliorare ed ottimizzare un qualsiasi aspetto (luce, fertilizzazione, qualità dell'acqua, ecc), va fatto in maniera graduale. Gli acquari giovani ed immaturi reagiscono male alle brusche variazioni.

  • Si dovrebbe partire con circa 6-7 ore giornaliere, ed aumentare di una mezz'oretta a settimana, fino ad un massimo di 9-10. Se l'acquario è situato in un luogo (ad es. un negozio, un ufficio, un albergo, ecc.) i cui ritmi impongono un'accensione forzata più lunga, si potrebbe settare l'impianto di illuminazione con una potenza inferiore, oppure prolungare a necessità le fasi di alba e tramonto, ed aumentare gradualmente in tempo ed intensità le ore effettive di luce.

 

  • Un impianto di anidride carbonica è fondamentale in vasche dove si prevede la coltivazione di piante. Settare l'impianto su un numero di bolle tale da garantire un pH neutro o appena acido (6,8). Prevedere preferibilmente l'erogazione 24h su 24 per non avere pericolosi sbalzi di pH.

 

  • Valori dell'acqua. Se possibile, bypassare completamente l'acqua di rubinetto, ed utilizzare acqua di osmosi integrata con sali specifici commerciali. 
    Un buon target da raggiungere potrebbe essere:
    Conducibilità 300-400 microsiemens
    pH                     6,8-7
    Kh                     3-6
    Gh                     6-12
    In caso di allestimenti con terre allofane combinate a rocce calcaree, utilizzare acqua osmotica integrata solo con magnesio. 

 

  • Per i primi mesi aggiungere colture batteriche settimanalmente o secondo le indicazioni del produttore. 

 

  • Primi "problemi". I legni utilizzati negli allestimenti di solito cedono tannini che colorano l'acqua, rendendola ambrata o marrone. Inoltre spesso si riempiono inizialmente di mucillagini biancastre. Tutto normale. A volte già nei giorni successivi all'allestimento si rende quindi necessario operare piccoli cambi settimanali (10 - 15%) per diluire il colore ambrato dell'acqua e/o per sifonare le mucillagini. Queste ultime si possono facilmente asportare semplicemente grattandole con uno spazzolino, quindi aspirandole col tubo. Col tempo se ne formeranno sempre meno. In caso di rilascio massiccio di tannini, può essere necessario anche l'utilizzo di carbone attivo nel filtro, finché non si inizia la fertilizzazione. 

 

  • Lumache "spontanee". Spesso con le piante vengono inserite accidentalmente anche delle lumachine appartenenti ai generi Physa, Melanoides, Planorbarius). Nessun problema. Nel nostro acquario la vita inizia a diversificarsi, e questi animaletti, nostri alleati, brucheranno alghe e detriti. 

 

  • Nelle prime 2 settimane dall'allestimento generalmente le piante non richiedono supplementi. Al limite solo un po' di potassio. Quindi gradualmente si integrano all'occorrenza macroelementi e ferro fino a portare orientativamente i valori dei nutrienti a:
    NO3 5-10 mg/l
    PO4           0,5-1 mg/l
    Fe              0.3-0.5 mg/l
    In caso di utilizzo di terre allofane come substrato del nostro acquario, si dovrebbe integrare solo con un po' di fosfati, dato che nitrati e ferro spesso sono ceduti dalle terre stesse. 
    È importante effettuare la fertilizzazione adattando il protocollo scelto ai reali consumi della vasca (testiamo ogni tanto i suddetti valori, ed osserviamo da una parte la crescita delle piante, e dall'altra quelle di eventuali alghe). Non concimare in presenza di carbone nel filtro. 

 

  • Cambi d'acqua. Meglio farli settimanalmente in ragione del 10, massimo 20%. 1-2 giorni dopo il cambio, effettuare la fertilizzazione in colonna. 

 

  • Popolamento dell'acquario. Dopo 3-4 settimane dall'avvio, certi della stabilità dei valori dell'acqua, si possono gradualmente inserire i primi animali alghivori (Neritina sp., Caridina multidentata, Otocinclus sp, ecc). Ci daranno una preziosa mano dall'interno a consumare le alghe che eventualmente si sono formate. 

 

  • Prime potature. A seconda della velocità di ripresa e di crescita delle piante, a qualche settimana dallo start up sarà necessario iniziare a potare le piante cresciute troppo in altezza, sia per dare una forma ai cespugli, sia per fortificare gli steli iniziali, sia per aumentare la massa vegetale (ripiantando le cime tagliate accanto alle piante preesistenti). Forbici e pinze ad hoc sono necessarie in queste operazioni che la pratica renderà sempre più facili e veloci. 

 

  • Popolamento definitivo. Scegliere in maniera oculata i pesci che abiteranno il nostro piccolo ecosistema acquatico, in funzione della grandezza della vasca, dei valori dell'acqua, dell'allestimento (nascondigli, spazio libero per il nuoto, sabbia, ecc) e delle esigenze comportamentali (aggressività, gregarismo, livello di nuoto, ecc). NON mettere troppi pesci, NON metterli troppo presto, NON metterli tutti insieme.

 

  • Reset. Eventuali ed inevitabili accumuli di elementi, o gestioni non propriamente ottimali e/o costanti della vasca, portano ad un blocco nella crescita delle piante o ad un abnorme sviluppo di alghe. Oppure si vuole cambiare protocollo di fertilizzazione. In questi casi si rende necessario un reset della vasca. Si sospende momentaneamente la fertilizzazione, si fa un cambio più abbondante del solito (fino al 40 - 50% ed oltre del volume della vasca, a patto di utilizzare acqua con valori e temperatura simili a quella cambiata) e si filtra per qualche giorno col carbone. Questa drastica pulizia generalmente rivitalizza le piante e l'ecosistema in toto, e permette di abbattere errori gestionali precedenti, preparando la vasca ad una nuova partenza.

 

  • Capita che in acquari immaturi come in acquari già attivi ma squilibrati, si assista ad un abnorme sviluppo di alghe verdi e/o di cianobatteri. Per cercare di indebolire e di far regredire vistosamente questi indesiderati ospiti, può essere utile fare il cosiddetto "ciclo del buio". Si sospende per 3-4 giorni l'illuminazione della vasca, e contemporaneamente la si oscura da ogni luce ambientale con un telo nero o similari. In questo periodo niente cibo ai pesci (che dormono tranquillamente) nè fertlizzazione alle piante (che sono in stand-by). Alla fine del ciclo facciamo un bel cambio d'acqua aspirando più possibile dal fondo, facciamo ripartire gradualmente le luci e riprendiamo la fertilizzazione, eventualmente approfittando del momento per fare un bel reset alla vasca (vedi punto sopra).

 

Lungi dal poter essere completamente esaustivi nel volgere di poche righe, ci auguriamo di aver offerto piccoli mezzi e spunti di riflessione per un corretto approccio al mantenimento di un qualsiasi acquario.

 

Articolo Scritto da Fabio Lorusso

   

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